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Come realizzare un laghetto per la pesca sportiva in Trentino?

La pesca sportiva è un movimento che sta prendendo piede in ogni regione italiana, Trentino compreso. È un modo per trascorrere del piacevole tempo all’aperto, magari in compagnia delle persone care. Le strutture necessarie allo svolgimento di questa attività consistono nell’invaso, naturale o artificiale, e nelle attività di contorno.

La pesca sportiva come offerta turistica in Trentino

Il settore della pesca sportiva sta crescendo in tutt’Italia e in Trentino in particolare. I pescatori, nel nostro Paese, sono in gran numero considerando il dato sulle licenze di pesca nelle acque interne che parla di oltre 2 milioni di persone. Purtroppo, per vari motivi, a partire dalla situazione ambientale e dai cambiamenti climatici, non è più così facile fare buone partite di pesca libera nei bacini interni. Ecco che si presenta la necessità di realizzare delle strutture private che consentano di seguire la propria passione. Un grande sviluppo è stato fornito, negli ultimi 30 anni, dagli agriturismo e dal turismo rurale in generale, che offre soggiorni in ambienti lontani dalle zone più urbanizzate e che permette, in molte occasioni di esercitare la propria attività sportiva preferita, in campi appositamente costruiti. La presenza, in tali strutture che fanno parte della cultura trentina, di laghetti per la pesca sportiva, completa l’offerta turistica, attirando sia i pescatori che le loro famiglie. Torna alla guida di scommesse e casinò di sportaza.

La tecnica di realizzazione di un laghetto per la pesca sportiva

Il Trentino è una regione che, per le bellezze naturali e la posizione geografica, ha una grande vocazione turistica. I centri e le strutture nei pressi di laghetti montani adattati alla pesca sportiva, molto spesso nella moderna forma di No Kill, cioè che prevede la cura e la rimessa in acqua del pescato, sono la base dell’accoglienza di questa zona del nostro Paese.

Il primo passo per la realizzazione di un laghetto per la pesca sportiva in Trentino è scegliere il posto dove sorgerà. Lo spazio necessario viene, generalmente, valutato tra i 4 e i 5 ettari, per consentire la presenza di tutte le costruzioni necessarie alla gestione e manutenzione del bacino. Se esso è all’interno di una struttura ricettiva già pronta, il primo problema da risolvere sarà l’invaso, il bacino che costituirà il centro nevralgico: costruirne uno ex-novo può infatti richiedere costi notevoli e anche un lungo periodo di lavoro. Inoltre, può costituire un discreto problema lo smaltimento della terra che viene prelevata, sia per i costi di lavorazione sia per i permessi delle autorità. Se, invece, il bacino idrico è già presente, almeno in abbozzo, può essere conveniente partire da esso. Un altro dato da prendere in considerazione ancor prima di accingersi all’ideazione del progetto, è il tipo di terreno su cui si intende procedere. Se è formato in gran parte da argille, non ci saranno problemi, altrimenti dovrà esserne valutata l’impermeabilizzazione tramite la messa in posa di appositi teli.

Il procedimento di realizzazione

Il procedimento da seguire per realizzare l’opera è costituito da 6 passi, ciascuno dei quali è relativo a un particolare da prendere in considerazione:

  • La posizione Sebbene alberi e arbusti intorno al laghetto siano molto belli dal punto di vista paesaggistico, il loro fogliame, cadendo nelle acque, potrebbe creare problemi alla vita dei pesci. Il Trentino ha panorami mozzafiato, quindi, è meglio scegliere zone meno ricche di vegetazione. In fondo è sufficiente girare lo sguardo tutto intorno per godere della bellezza della natura.
  • Lo scavo L’eventuale dubbio sulla profondità necessaria può essere risolto considerando che il clima della regione Trentino è di tipo continentale, con inverni abbastanza rigidi. Poiché i pesci, in genere, rimangono in vita se la temperatura è superiore ai 4-5°C, lo scavo deve essere abbastanza profondo da permettere che il ghiaccio si formi eventualmente soltanto in superficie, lasciando acqua liquida e spazio vitale negli strati più bassi. Essenziale anche la presenza di gradini e terrazze per aumentare l’ossigenazione dell’acqua grazie alla caduta e alla conseguente formazione di aerosol. Naturalmente, serviranno anche aeratori e altri dispositivi meccanici per aumentare il livello di ossigeno.
  • Il telo All’interno dello scavo può essere posizionato un telo impermeabile, in PVC o polietilene, resistente alle basse temperature e ai raggi UV, il cui spessore sarà determinato dalla grandezza del laghetto. Se quest’ultimo ha un’area notevole, il telo dovrà essere più spesso per controbilanciare efficacemente la sollecitazione dell’acqua.Molto importante è il momento del riempimento dell’invaso: per evitare rotture del telo è bene che il riempimento avvenga con gradualità.
  • Le piante Per rallegrare il laghetto, è consigliabile utilizzare, in zone ristrette, le ninfee, piante acquatiche di grande impatto scenografico. Per il sostentamento dei pesci, invece, servono piante palustri appartenenti alla loro catena alimentare. Tra queste è importante inserirne alcune che hanno caratteristiche di fitodepurazione. Alcune tipologie, infatti, sono in grado di contribuire alla proliferazione dei batteri che migliorano la qualità dell’acqua, eliminando nitrati e fosfati.
  • I pesci Le varie specie utilizzate vengono scelte in base alle condizioni climatiche e alla grandezza del laghetto. Si prestano molto bene le trote, le carpe e gli storioni o i persici nei laghi con dimensioni importanti.
  • L’igiene L’igiene deve essere mantenuta in modo impeccabile. Tutti gli accessori, primo tra tutti il retino usato per prendere i pesci, devono essere sterilizzati. Occorre, quindi, predisporre sistemi di disinfezione, pratici da usare, ai bordi del laghetto. Da tener presente l’esigenza della continua manutenzione. Sono necessari trattamenti per le alghe, pulizia del fondo e dell’acqua, cura ed eventuale sostituzione delle piante e, soprattutto, grande attenzione ai valori delle sostanze, sia nutrienti che potenzialmente nocive, contenute nel bacino d’acqua.

Quali sono le normative relative alla realizzazione di un laghetto per pesca sportiva

Parlando in modo molto generico, se l’acqua del laghetto non proviene dalle condutture pubbliche, non sono necessari particolari permessi per realizzare la struttura, tranne l’autorizzazione sanitaria rilasciata dall’USL. Poiché, però, ogni regione può applicare una propria normativa particolare, è opportuno informarsi presso le autorità di riferimento della zona.

Le normative generiche, valide ovunque, riguardano il suggerimento di adottare misure minime di biosicurezza: inserire una griglia che impedisca la fuoriuscita di pesce e pubblicare in modo chiaro e visibile un avviso in cui si dice che da quel laghetto non si asporta pesce vivo. Ogni altra regola dettata dai percorsi burocratici deve essere valutata con attenzione per evitare problemi, prima di iniziare i lavori.

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